Giochi “freemium”e la strategia di vendita degli sviluppatori Apple

Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito ad una vera e propria invasione dell’App Store da parte di quei giochi che vengono definiti “free to play” o “freemium”, con una quantità di nuovi titoli che vengono sfornati ad un ritmo vertiginoso. Di cosa si tratta?


I freemium sono delle applicazioni che vengono inizialmente fornite gratuitamente, ma che prevedono in seguito l’acquisto di una serie di app di “potenziamento”, livelli aggiuntivi o altri tipi di bonus tramite in-app purchase. Purtroppo quindi la maggior parte di questi giochi sono stati pensati esclusivamente – scusate la franchezza – per raccimolare soldi dagli utenti, un po’ come dei vecchi videogiochi da sala nei quali per andare avanti c’era solo un modo: “insert coin”. Questo fa certamente storcere il naso a tutti gli utenti Apple, anche se in realtà gran parte della colpa sembra essere proprio nostra.

Infatti nel 2008, quando Apple ha lanciato l’App Store, non esistevano giochi freemium né demo. Inizialmente sullo Store potevamo trovare giochi come Super Monkey Ball a 9.99 euro, ma dopo qualche mese ci si è resi conto che la cifra era troppo alta. Così è diminuito il prezzo medio delle applicazioni a pagamento, al punto che oggi è molto difficile trovare titoli di giochi – anche tra i più famosi e recenti – che abbiamo un costo superiore ai 7.99 euro.

freemium

Gli sviluppatori hanno deciso così di puntare sulla “quantità” dei download, offrendo i prodotti a prezzi scontatissimi subito dopo il lancio. Per diversi anni questa è stata la strategia che ha fatto guadagnare loro anche centinaia di migliaia di dollari con delle semplici App di successo e soprattutto a portata delle “tasche” di tutti.

Apple non ha mai dato l’ok per la diffusione di demo sull’App Store, preferendo puntare sugli acquisti in-app. Così facendo, il titolo viene venduto ad un prezzo irrisorio – appunto, il comune 0.79 euro – ma per sfruttare al massimo le potenzialità del gioco è necessario attivare una serie di aggiornamenti a pagamento. Inizialmente, gli sviluppatori hanno sfruttato questa possibilità offrendo agli utenti delle opzioni interessanti: ad esempio, la possibilità di un download gratuito di un gioco, ma con la pubblicità inserita, o l’alternativa versione senza fastidiosi banner, ma a un prezzo maggiore. Altri giochi, invece, ci permettono di giocare fino ad un determinato livello, giunto il quale, se vorremo continuare sarà necessario effettuare l’acquisto dei livelli successivi.

La prima opzione ha funzionato poco: per tantissimi utenti, infatti, le pubblicità vengono considerate “tollerabili” in confronto al “dover sganciare” del denaro per toglierle. Da qui dunque l’idea di sfornare centinaia di titoli freemium nel vero senso della parola: il download è gratis, ma tutto il resto si acquista a parte.

La cosa che fa riflettere è che probabilmente nessuno di noi pagherebbe un solo euro per acquistare un gioco, ma è disposto a versarne dieci o venti per avere un raccolto più fiorente rispetto a quello degli amici su farmville, o per rendere più veloce la nostra macchina su CSR Racing. E gli sviluppatori lo sanno bene. Tutto questo, purtroppo, è improbabile che cambi, dato che ormai Apple ha creato il sistema, gli sviluppatori hanno imparato il trucco e noi utenti abbiamo tacitamente acconsentito. Gli utenti dovrebbero cercare di scegliere i giochi freemium davvero interessanti ed equilibrati – pochi a dire il vero – e non farsi prendere dalla foga spendendo soldi in giochi mediocri. L’ideale sarebbe forse tornare al 2008, con giochi a prezzi leggermente più alti, ma in versioni complete e magari senza la necessità – o quantomeno senza l’obbligo – di ulteriori spese in futuro.


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